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Il Meteo

La quota della neve nelle valli del Noce

Come mai spesso nelle valli del Noce nevica più in basso rispetto ad altre zone del Trentino?

La quota della neve nelle valli del Noce
  • ven 23 gen 2026 09:38

Come mai spesso nelle valli del Noce nevica più in basso rispetto ad altre zone del Trentino? Da cosa dipende la cosiddetta “quota neve”, l’altezza cioè dalla quale il terreno si imbianca?

Domande stimolanti, che costituiscono una delle sfide forse più probanti (e belle) per i meteorologi e che – pare – nei prossimi giorni torneranno finalmente d’attualità visti i peggioramenti in arrivo.

Vediamo allora di fare assieme un “viaggio” fra i fattori che influenzano la caduta dei fiocchi.

In primis, consideriamo le montagne: il Brenta, le Maddalene, il Cevedale, la Presanella, l’Adamello: tutti monti, talvolta enormi gruppi, in grado sia di deviare il vento, sia di proteggere dal vento stesso le vallate più basse. Ci sono due effetti, ma il più importante è quello di ristagno che vediamo tante volte nelle notti serene invernali: si tratta di un ingrediente spesso fondamentale per le nevicate. In pratica, la presenza dei monti elevati a sud delle valli del Noce protegge i territori dall’arrivo di venti miti consentendo all’aria fredda di accumularsi per densità nei fondovalle.

Conosciamo tutti la galaverna di Maso Milano e nell’alveo del Noce durante i periodi freddi: l’aria fredda è più densa dell’aria calda e, grazie alla protezione dai venti, notte dopo notte si accumula nel grande catino noneso e in val di Sole, restando di fatto “incastonata” fra i rilievi.

Un lago…trasparente, potremmo dire.

Ora però manca la materia prima: quando il tempo peggiora con venti meridionali, l’Adamello, la Presanella, il Brenta e persino la più piccola Paganella mantengono protette le nostre valli dall’afflusso mite. Così l’aria fredda depositata in precedenza fa da cuscino, consentendo ai fiocchi di arrivare in fondovalle quando magari più a sud, a Rovereto, in val dei Laghi o a Folgaria, dove il vento mite rimescola l’aria, la quota neve schizza a quote ben maggiori.

Questa speciale particolarità del “catino” delle valli di Non e Sole la si apprezza osservando la differenza di nevosità fra Cavedago, “dentro” il catino noneso, e Molveno, dove invece piove più spesso nonostante la quota delle due località sia analoga (circa 860 metri).

C’è inoltre un altro effetto importante per stabilire la quota della neve, che è la secchezza iniziale dell’aria. Già: se quando inizia a nevicare l’aria è secca (limpida, “pulita”, senza foschia) i fiocchi cadendo sublimano oppure, se si fondono, le gocce poi in parte evaporano in virtù del fatto che stanno scendendo in una colonna d’aria asciutta, appunto. Questi fenomeni (sublimazione ed evaporazione) rimuovono entrambi un sacco di calore dall’aria, che si raffredda, consentendo quindi ai fiocchi di scendere a quote basse.

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Un fenomeno che utilizza pure il nostro corpo: quando abbiamo caldo sudiamo perché l’evaporazione del sudore ci “porta via” il calore. Se c’è afa (umidità) il sudore evapora meno e noi soffriamo il caldo.

Se invece la nevicata inizia con nebbie o nubi basse, difficilmente una quota di precipitazione riesce a sublimare od evaporare, la temperatura quindi non cala granché e facilmente vedremo pioggia anziché neve.

Infine, un altro parametro da valutare è - ovviamente - la temperatura dell’aria a medie quote ma soprattutto la direzione dei venti: venti in arrivo. Se giungono da sud/ovest, ad esempio, vengono “sbarrati” dal Brenta e la val di Non riesce a godere appieno dell’effetto “catino freddo”, con neve abbondante. Se invece il vento viene da sud/est o da est, lato su cui i nostri monti sono più bassi di quota e lo sbarramento è più “sottile”, il cuscino freddo viene eroso o spazzato via e spesso piove.

È anche per questo insieme di motivi che ad oggi, nel 2026, un bravo previsore con una accurata conoscenza del territorio e delle sue risposte ai vari venti riesce a fare previsioni migliori rispetto alle app generaliste, incapaci il più delle volte di leggere con sufficiente dettaglio la nostra orografia.  

 
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