Economia Trento

Recuperati 10 miliardi della Pac per il cibo italiano

In 6500 a Milano per tutelare il made in Italy, presente anche Coldiretti Trentino Alto Adige

Recuperati 10 miliardi della Pac per il cibo italiano

MILANO. Dieci miliardi di euro di fondi della Politica agricola comune che tornano agli agricoltori italiani per difendere la produzione di cibo e la sovranità alimentare, l’innovazione, la lotta al dissesto, il ricambio generazionale, la tutela dei redditi. Il recupero delle risorse Pac grazie alle mobilitazioni in Europa di Coldiretti e all’impegno del Governo è uno dei temi al centro dell’incontro che ha visto 6500 agricoltori lombardi riuniti al SuperStudio Maxi di Milano assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli.  In prima linea anche Coldiretti Trentino Alto Adige con il presidente Gianluca Barbacovi.

"Rispetto all’annunciato taglio di circa 9 miliardi di euro sottratti alla crescita dell’agricoltura italiana -il commento del presidente regionale di Coldiretti Barbacovi- ne sono stati recuperati 10, uno in più, con una redistribuzione a livello regionale che servirà per assicurare gli approvvigionamenti alimentari, mantenere i presidi sociali e ambientali in territori altrimenti abbandonati al dissesto idrogeologico, combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e abbattere le emissioni, favorire la diffusione di tecnologie di Agricoltura 5.0 capaci di abbattere il consumo di risorse.

In un momento di tensioni internazionali, la difesa della produzione agricola è diventata un fattore sempre più strategico. E come Coldiretti chiediamo anche una Pac più semplice, senza follie dei tecnocrati di Bruxelles".

Ma la tutela del Made in Italy passa anche dalle regole e dai controlli rispetto alle importazioni di cibo straniero che nel 2025 sono aumentate dell’8%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi undici mesi dell’anno. Per l’occasione è stata allestita la mostra “Le minacce al Made in Italy a tavola” con un “frigo della verità” che mostra ai cittadini gli inganni nascosti nel carrello della spesa e i rischi legati alla mancanza di controlli, insieme alle conquiste ottenute negli anni sul fronte della trasparenza. Per questo Coldiretti chiede una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione.

 

"Il lavoro delle imprese agricole -aggiunge Barbacovi- si tutela anche dalla riforma dell’attuale codice doganale, la madre di tutte le battaglie, che consente autentici inganni commerciali grazie alla regola dell’ultima trasformazione sostanziale, per la quale possono essere esportati come italiani, ad esempio, prosciutti fatti con cosce di maiale olandesi solo mettendoci il sale o mozzarella prodotta con latte tedesco o polacco".

Sul fronte sanitario, la fragilità dei controlli è un fattore critico. Solo il 3% dei prodotti extra Ue è sottoposto a verifiche, mentre nel 2025 è scattato un allarme alimentare ogni 38 ore su alimenti importati, soprattutto per residui di pesticidi e sostanze vietate.