TRENTO. Il ruolo delle donne nei campi è sempre più centrale. Secondo Coldiretti Trentino Alto Adige in regione sono quasi 5mila le imprenditrici agricole, pari a circa il 25% delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti. Non a caso il 60% delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata.
Questo è emerso anche durante la celebrazione dell’Anno internazionale della donna agricoltrice proclamato quest’anno dalle Nazioni Unite, organizzato dalla Fao in collaborazione con Ifad, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo e il WFP, Programma Alimentare Mondiale. L’iniziativa, in vista della giornata internazionale della donna dell’8 marzo, ha riunito istituzioni, organizzazioni internazionali e leader del mondo rurale per valorizzare il ruolo delle donne nei sistemi agroalimentari e rafforzarne l’accesso a diritti, risorse e opportunità.
Il convegno dedicato al ruolo strategico delle donne nei sistemi agroalimentari è stato il momento centrale della giornata che ha visto protagoniste le imprenditrici di Donne Coldiretti in un confronto sul futuro dell’agricoltura al femminile, tra leadership, innovazione e sicurezza alimentare globale.
All’incontro sono intervenute la presidente delle Donne Coldiretti Mariafrancesca Serra e la presidente di Campagna Amica e Terranostra Dominga Cotarella, per ribadire il contributo determinante dell’imprenditoria femminile alla competitività del settore e alla vitalità delle aree rurali.
Le storie delle donne nei campi. Le Donne Coldiretti hanno realizzato un percorso esperienziale che ha raccontato concretamente il valore dell’agricoltura al femminile, con esposizioni di prodotti, degustazioni e cooking show con le cuoche contadine di Campagna Amica, espressione della multifunzionalità delle imprese agricole. Le storie portate da Donne Coldiretti alla Fao svelano un’Italia rurale che non guarda più al passato con nostalgia, ma al futuro con audacia. Le esperienze portate raccontano un’agricoltura sempre più innovativa e multifunzionale. Particolarmente apprezzata la storia di un'azienda del Trentino Alto Adige con Miriam Zenorini che utilizza l’agricoltura anche come strumento di inclusione sociale. Miriam guida con il marito l’azienda situata a Bressanone che racchiude tutto quello che è possibile fare in agricoltura. Si coltivano cereali, frutta di ogni tipo, foraggi, patate, erbe officinali e uva.
L'anno scorso per la prima volta ha introdotto il succo d’uva e nel 2026 arriverà anche il vino. Tutto rigorosamente biologico. Ma il vero orgoglio di Miriam è appunto l’attività sociale. Le persone vengono aiutate a superare emarginazione ed isolamento e a ritrovare una dimensione lavorativa. Si tratta di persone con problemi psichici, di ex detenuti, di donne vittime di violenza, di migranti, di giovani provenienti da famiglie disagiate. Tra le prossime iniziative una intergenerazionale per mettere insieme anziani e giovani.
Dalla Calabria la storia di Stefania Mazzotta, che ha trasformato la propria azienda in un presidio contro il caporalato, in Toscana Bianca Mascagni impiega droni e tecnologie di precisione negli uliveti, mentre in Umbria Flavia Sbrolli trasforma le piante in colori naturali per tessuti, unendo agricoltura e design.
Sono esempi di un mondo agricolo sempre più aperto alla sostenibilità, all’innovazione e alla valorizzazione dei territori, in cui le donne svolgono un ruolo decisivo per costruire un’agricoltura capace di coniugare qualità, tutela dell’ambiente e sviluppo delle comunità rurali.

