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La montagna traina l’economia, turismo e impianti moltiplicano valore e occupazione

Lo studio PwC–ANEF: per ogni euro speso nelle strutture sciistiche se ne generano otto per il territorio. Oltre 75 mila posti di lavoro attivati e investimenti per 291 milioni nel 2024

La montagna traina l’economia, turismo e impianti moltiplicano valore e occupazione

ROMA. Lombardia, Veneto e Trentino‑Alto Adige, oggi al centro dei Giochi olimpici e paralimpici Milano‑Cortina 2026, confermano la loro natura di territori ad alta vocazione turistica, dove la montagna continua a rappresentare un motore economico decisivo. A dirlo sono i nuovi dati dello studio “L’economia della Montagna. Impatti e sfide del sistema montagna in Italia”, realizzato da PwC Italia per ANEF, l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari aderente a Confindustria. Secondo l’analisi, il turismo in quota non è solo un settore stagionale, ma un vero ecosistema capace di sostenere comunità, imprese e occupazione. Per ogni euro speso in biglietti e servizi legati agli impianti di risalita, la spesa turistica locale cresce di oltre cinque volte, mentre il giro d’affari complessivo supera di otto volte l’investimento iniziale.

Nei territori considerati – Valle d’Aosta, Trento, Bolzano, Lombardia e Veneto – a fronte di 1,1 miliardi di euro spesi per skipass e servizi, la spesa turistica complessiva ha raggiunto 5,5 miliardi di euro (IVA esclusa), generando un giro d’affari di 8,9 miliardi e oltre 75 mila unità lavorative tra occupazione diretta e indiretta.

Il beneficio si riflette anche sulle casse pubbliche: il gettito fiscale prodotto ammonta a 548 milioni di euro.

In media, ogni giornata sciistica genera 15,5 euro di imposte per sciatore.

Il comparto degli impianti continua a investire in modo significativo. Nel 2024, nelle aree analizzate, sono stati destinati 291 milioni di euro al rinnovo di infrastrutture, innevamento programmato, mezzi e attrezzature. Una cifra che rappresenta il 94% degli investimenti nazionali del settore.

Bolzano guida la classifica con il 30% degli investimenti, seguita da Trento (27%), Lombardia (21%), Valle d’Aosta (13%) e Veneto (9%). Per ogni milione di euro generato dalle società di gestione, 250 mila euro vengono reinvestiti in infrastrutture.

Sul fronte ambientale, gli impianti di risalita incidono solo per il 6% sulle emissioni di CO₂ attribuibili al turismo montano. Le nuove tecnologie – dai sistemi Ecodrive per le seggiovie ai generatori ad alta efficienza per l’innevamento – permettono risparmi energetici fino al 20%. Cresce anche l’uso di energia elettrica da fonti rinnovabili, segno di un percorso di modernizzazione che punta alla sostenibilità e alla competitività internazionale.

Allargando lo sguardo oltre le regioni alpine, l’Italia conta 2.500 comuni montani, pari al 35% del territorio nazionale, abitati da oltre 7 milioni di persone. Più della metà di questi comuni basa la propria economia sul turismo, con una media di 17 presenze per abitante, più del doppio rispetto alla media nazionale.

Nel sistema montagna operano 552 mila unità locali d’impresa, di cui 171 mila artigiane, che danno lavoro complessivamente a 1,8 milioni di addetti.

Lo studio PwC–ANEF conferma il ruolo del turismo montano come leva strategica per lo sviluppo locale e per la competitività delle destinazioni alpine italiane. Un settore che, grazie a investimenti, innovazione e sostenibilità, continua a generare valore economico e sociale, rafforzando il legame tra territorio e comunità.

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