Cronaca Trento

Strade più sicure: nel 2026 sono in programma 170 km di Bike Lane

Ci sarà anche Passo Tonale

Strade più sicure: nel 2026 sono in programma 170 km di Bike Lane

TRENTO. Al fine di promuovere una mobilità più sicura e sostenibile, favorendo la convivenza tra automobilisti e ciclisti, nel corso dell’anno verranno realizzati centosettanta chilometri di Bike Lane che andranno a coprire 14 tra le salite più iconiche del Trentino, frequentate abitualmente da moltissimi appassionati delle due ruote. Le prime tre tratte copriranno un totale di 25 chilometri: nuove corsie ciclabili urbane che si aggiungono alle due tratte di oltre trenta chilometri introdotte nel 2025. L’annuncio è stato dato dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che nel pomeriggio ha partecipato alla manifestazione “Sulla buona strada”, evento di promozione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale organizzato dal Comitato trentino della Federciclismo, FIAB Trento - Amici della Bicicletta, UISP Trento, Legambiente Trento, Associazione Tridentum Bike, Ciclostile e Rete Climatica Trentina. Diversi club e associazioni ciclistiche, insieme a molti cittadini, hanno percorso in bicicletta il tratto tra Piazza Duomo e Piazza Fiera. Presente anche il direttore dell’Ufficio infrastrutture ciclopedonali Giovanni Maiello.

Il presidente ha ricordato come il tema della sicurezza stradale sia al centro dell’impegno dell’esecutivo: “L’obiettivo delle istituzioni è garantire a tutti i ciclisti la possibilità di pedalare lungo la rete viaria provinciale in sicurezza. Lo dobbiamo anche a chi oggi, purtroppo, non c’è più. È fondamentale agire sia sul piano educativo, promuovendo il rispetto reciproco tra automobilisti e ciclisti, sia sul piano infrastrutturale, con la creazione di spazi dedicati”.

Fugatti ha ricordato l’avvio nel 2025 della sperimentazione delle Bike Lane su due tratti stradali particolarmente frequentati dai ciclisti: tra Mezzolombardo e Fai della Paganella, lungo la strada provinciale 64 e la strada statale 43, e sulla strada statale 612 della Val di Cembra, tra Valda e Stramentizzo.

“Il monitoraggio di questa fase è stato positivo. Per questo siamo pronti a far partire la seconda fase progettuale per il 2026, che prevede la realizzazione di ulteriori 170 km di Bike Lane suddivisi su 14 tratte.”

Si partirà subito con un primo lotto di 3 interventi, per un totale di 25 km e 1379 metri di dislivello.

- Lungo la SP 37, tra il lago di Tenno e Riva del Garda: per complessivi 8,9 km e 500 metri di dislivello.

- Lungo la SS 349 tra Trento e Bosentino: per complessivi 9,7 km e 436 metri di dislivello.

- Lungo la SP 131 “Strada dei Campionissimi”, tra San Michele e Palù di Giovo: per complessivi 6,4 km e 443 metri di dislivello.

Seguirà, nel corso dell’anno, la realizzazione delle Bike Lane su altri percorsi, dando priorità alle strade interessate dai grandi eventi come il Giro d’Italia e il Sella Ronda. Si tratta di salite iconiche per gli amanti delle due ruote: dai passi Pordoi, Manghen, Durone, Tonale e Rolle, fino al Menador, alla Polsa, al Monte Bondone, al Monte Velo e a Ravazzone di Mori.

“Ricordo che le Bike Lane non sono piste ciclabili e non rappresentano un restringimento di carreggiata, sono corsie ciclabili segnalate sulla strada che si integrano con la viabilità esistente”, ha aggiunto Fugatti. “Un monito visivo che funge da deterrente e invita automobilisti e ciclisti al rispetto reciproco. In tal senso abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione per una maggiore educazione stradale. Se queste sperimentazioni continueranno a dare esiti positivi, il nostro obiettivo è arrivare a una rete di quasi 400 chilometri su circa 30 percorsi.”

Va inoltre ricordato come in Trentino siano presenti quasi 500 chilometri di piste ciclabili provinciali: una rete di 12 itinerari che genera 3 milioni di passaggi l’anno ed oltre 100 milioni di euro di indotto annui che derivano dal cicloturismo.

“L’impegno è fare sempre di più per la sicurezza dei nostri atleti. Per questo stiamo investendo per i percorsi ciclabili dedicati nell’area di San Vincenzo, dove ci si potrà allenare lontano dal traffico”, ha detto il presidente. “Questa struttura, insieme a quelle che verranno realizzate in vista dei Super Mondiali di Ciclismo del 2031 assegnati al Trentino, rappresenterà l'eredità più importante per il nostro territorio: garantire ai più piccoli il diritto di sognare e di pedalare in totale sicurezza.”

Dagli organizzatori della manifestazione di oggi è stata sottolineata l'importanza di attivare un tavolo di lavoro con le istituzioni sul tema della sicurezza stradale. Una questione da affrontare – è stato sottolineato – non solo sul piano degli interventi concreti, ma anche dal punto di vista culturale, coinvolgendo il sistema scolastico. Proprio l'importanza di una svolta sul piano culturale, accanto al ringraziamento alla Provincia per gli interventi attuati sinora, è stato il tema maggiormente ripreso dai diversi interventi in Piazza Fiera, dove si è conclusa la manifestazione. È stata inoltre annunciata, dai famigliari, la nascita di una Fondazione intitolata a Sara Piffer.

All'evento sono intervenuti, fra gli altri, la presidente di FIAB Trento - Amici della bicicletta Daniela Baraldi, il presidente del Comitato trentino della Federciclismo Renato Beber, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, l'assessore comunale alla mobilità sostenibile e ambiente Michele Brugnara, i famigliari di Sara Piffer e Matteo Lorenzi e il campione di ciclismo Gilberto Simoni.