Sport Val di Non

Il dominio di Simone Deromedis

Nel corso di tutti i turni di qualificazione fino alla finale, una dimostrazione impressionante di forza e sicurezza

Il dominio di Simone Deromedis

PREDAIA. Che le cose potessero andare nel migliore dei modi in tanti lo speravano, visto il cammino di avvicinamento a questa Olimpiade di Simone Deromedis. Sette vittorie in coppa del mondo, l’ultima subito prima dei giochi. E in tutti i turni di gara a Livigno Deromedis ha confermato il proprio dominio, vincendo di forza senza mezzi termini. Ottimo in partenza, nonostante il nono tempo nelle qualificazioni iniziali e poi una discesa senza sbavature.

A Pechino 2022 era arrivato il quinto posto: ora, a 26 anni, la gloria eterna che conclude un cammino straordinario, cui si aggiunge il titolo iridato in Georgia nel 2023.

Senza contare la vittoria sfiorata nel 2025 in Coppa del Mondo generale, in una stagione segnata da un infortunio. In coppa ora è secondo, distaccato di 133 punti dal canadese Reece Howden, oggi eliminato nei quarti di finale, quando mancano sette gare alla fine.

Questa di Livigno è la prima medaglia d’oro per l’Italia nello sci freestyle alle Olimpiadi, la storia che si fa in un paese che finora non ha espresso una grande tradizione nella disciplina, ancora più importante se si pensa all’argento di Federico Tomasoni, l’unico che nei turni di qualificazione, almeno per un momento, è stato davanti al campione noneso.

Che ora è nella leggenda di questo sport.